Diritto della fiscalità internazionale
Tutti gli Stati, tra cui l’Italia, tendono a tassare i proventi dei propri residenti, da ovunque essi derivino. Ugualmente, gli Stati in cui i redditi sono originati, si assumono il diritto di tassarli anche se la persona risiede altrove. Il risultato è che un soggetto può essere tassato sulla base di entrambi i principi, quello della residenza e quello del luogo di creazione del reddito.
Per evitare la doppia tassazione sullo stesso reddito e favorire il commercio internazionale, gli Stati hanno spesso sottoscritto trattati bilaterali allo scopo di suddividersi in percentuale il diritto di tassare. E’ importante conoscere il modo in cui questi trattati sono applicati in concreto. Questo concerne la comprensione della loro struttura, come operano e la percentuale concordata tra gli Stati. In più, le transazioni commerciali sono spesso gravate da tassazione indiretta, quale è l’IVA, spesso applicata in ambito internazionale.
La tassazione imposta nei paesi industrializzati ha senz’altro stimolato lo sviluppo dei c.d. paradisi fiscali, che si propongono come sistema per ridurre la tassazione attraverso il transfer price, il trasferimento della residenza, l’interposizione di sussidiarie, ecc.
Tali paradisi fiscali sono combattuti da molti Stati attraverso diversi sistemi: la creazione di black lists (documenti ufficiali nei quali sono elencati i paesi che, per varie ragioni, sono considerati paradisi fiscali), legislazione CFC (attribuzione dei profitti di una sussidiaria sita in un paradiso fiscale all’impresa madre e tassazione di quest’ultima), limiti alle regole di capitalizzazione (restrizioni alla deducibilità del pagamento degli interessi fatti da società eccessivamente indebitate con azionisti non residenti), cooperazione tra autorità fiscali di diversi paesi (Art.26 del Modello OECD, Direttive UE 76/308 e 77/799).
In ogni caso, tali Stati non possono ostacolare lo sviluppo del commercio internazionale e l’attività delle multinazionali. Gli Stati membri dell’UE, per esempio, hanno adottato misure in favore del movimento di capitali all’interno dell’Unione, come nel caso della Direttiva madre-figlia.
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Unpublished - Firm's material ",
31-12-2000
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